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SUCCEDE SOLO A NAPOLI

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Non è mai piacevole vedersi superati, sostituiti o addirittura messi da parte, confinati in un angolo. Il dispiacere può tramutarsi in un dramma, se la propria posizione era percepita definitiva, se da quella posizione provenivano non solo benefici economici, ma soprattutto un'aura di prestigio sociale. Il francobollo - non dimentichiamolo - era la novità dell'epoca e tutto ciò che vi orbitava intorno era oggetto di curiosità, attenzioni e interesse, di grande visibilità. Essere l'incisore dei bolli di Sua Maestà Ferdinando II di Borbone non era un lavoro come un altro. Per il Cavalier Masini non fu semplice accettare il passaggio di consegne ai De Masa, " dopo aver eseguito quei capolavori dell'arte del bulino " - parole di  Emilio Diena  - che sono  i francobolli del Regno di Napoli . Indirizzò due suppliche al Consiglio dei Ministri per riavere l'incarico, una addirittura quando morì Gaetano De Masa e ne prese il posto il figlio Gennaro, "...

LEGGERE NEL PASSATO

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"Il passato è attaccato alle nostre spalle. Non dobbiamo vederlo, ma possiamo sempre sentirlo" (Mignon McLaughlin) Serve un'ideale macchina del tempo, per rivivere il passato e intendere correttamente i fatti di un'epoca. Serve riportarsi alla cultura e alle tradizioni di allora, agli usi e ai costumi del tempo, a ciò che  in quella particolare situazione ,  secondo la sensibilità del momento , era giudicato giusto o sbagliato, inammissibile o giustificabile, da perseguire e condannare o in varia misura tollerare. L'errore più frequente è leggere la Storia attraverso il filtro degli standard moderni, vedere nel passato una fotocopia del presente, cedendo a una distorsione di prospettiva da cui seguono interpretazioni manchevoli e fallaci. Non possiamo capire le frodi postali e le falsificazioni dei francobolli , se prima non abbiamo capito il francobollo , il suo ruolo e la sua importanza, non in astratto, ma in un  contesto sociale e ...

FRODI, FALSI E ALTRE OPERE D'ARTE

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I napoletani hanno sviluppato un feeling  così particolare con le piccole e grandi truffe, da riuscire a conferirgli una sgargiante colorazione di simpatia: atteggiamenti e inclinazioni censurabili sono ammantati da una leggerezza spiazzante, che strappa a tutti la più beffarda delle risate.   Da Totò che vende la fontana di Trevi a un turista , alle confezioni di autoradio con dentro i mattoni (ora evolute nella  versione ai tempi dell'i-Phone ) alle magliette bianche con la striscia nera obliqua per simulare la presenza della cintura di sicurezza, sino ai 477.000 link restituiti dall'interrogazione di Google (che riconosce la chiave di ricerca "truffe napoletane", non appena si digita la "n") in tutto ciò Napoli riesce nell'improbabile impresa di donare un tocco di poesia ai suoi illeciti  escamotage per tirare a campare. Non voglio indulgere in stereotipi né mancare di rispetto a una città e a persone semplicemente meravigliose.   " Quan...