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QUARTA LEZIONE DI ECONOMIA (FILATELICA)

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Ci sono due modi per acquistare un francobollo (degli Antichi Stati): a "prezzi netti" oppure in "asta". La differenza è ovvia, se ci limitiamo a osservare l'esecuzione dell'acquisto: con i "prezzi netti" il collezionista accetta e paga il prezzo richiesto dal commerciante, pubblicizzato sul catalogo di vendita; in "asta", invece, il prezzo lo fa il gioco dei rilanci, innestato su una base di partenza variamente fissata, e maggiorato per le commissioni di agenzia. Dietro la semplice differenza materiale si celano però due universi profondamente diversi, per lo stile e le attitudini dei personaggi che li popolano, per i rischi e le probabilità a cui si espone chi decide di entrarvi. Partiamo da due fatti. Primo: le aste rappresentano oggi la forma di vendita, più che prevalente, quasi esclusiva; tutti si son messi a fare aste, anche quelle case filateliche un tempo culturalmente distanti da questa modalità commerciale, per trad...

TERZA LEZIONE DI ECONOMIA (FILATELICA)

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Strano animale, il collezionista: vuole tutto, ha tutto, e non gli va mai bene niente. I prezzi dei francobolli - per lui - sono sempre troppo alti, quando deve comprare. Diventano troppo bassi, quando deve vendere. Si lamenta delle basi d'asta, se sono alte (lui vuole pagare poco, e poi è un'asta, accidenti, dovrebbero essere la competizione, semmai, a far rialzare i prezzi). Si lamenta delle basi d'asta, se sono basse (lui vuole vendere a molto, accidenti, e anche se non vuole vendere, le basi basse sono un chiaro segno della crisi della filatelia). Adora internet, che gli offre quotidianamente il quadro completo delle aste nel mondo, che lo porta a Ginevra da Feldman, a Zurigo da Corinphila, a Milano da Zanaria, senza spostarsi dal divano di casa, e all'occorrenza gli dà pure modo di improvvisarsi esso stesso commerciante, con proposte di vendita pubblicizzate 24-h-24. Però si duole - con sincerità - della scomparsa delle piccole botteghe filateliche,...