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TRA PASSATO E FUTURO

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Leggete gli eventi dell'unità d'Italia in un qualsiasi libro di storia, e poi rileggete quegli stessi eventi nei giornali dell'epoca o, se fosse possibile, nel diario di un uomo del tempo. Ne avrete una sensazione di così violento contrasto, da dubitare che si stia parlando di un unico avvenimento. Nel primo caso - il libro di storia - è un continuo susseguirsi di cause e di effetti, concatenati da una logica serrata che dà ordine e chiarezza all'esposizione e fa apparire ogni cosa ovvia, scontata, sia nell'esito che nei passaggi intermedi: i fatti non sarebbero potuti andare diversamente da come si sono svolti, tanto convincente è la trama che li lega, quanto naturale il loro sbocco, e in definitiva è accaduto tutto e solo ciò che doveva necessariamente accadere, per date premesse (anch'esse inevitabili). Nel secondo caso - i giornali o il diario - è un incessante alternarsi di luci e ombre, un indecifrabile intercalarsi di punti inte...

SIAMO FOTTUTI, REGINA!

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GAETA 7 settembre 1860 - 13 febbraio 1861 "Siamo fottuti, regina!" (Re Francesco II delle Due Sicilie, Gaeta, 14 febbraio 1861) " Solo. A prendere decisioni che avrebbero dovuto salvare il trono dove nel 1734 si era seduto, per primo, il suo avo Carlo III . Solo, a 24 anni, a tentare di salvare il regno e il futuro della dinastia ". Così Gigi Di Fiore descrive Francesco II di Borbone, l'ultimo Re delle  Due Sicilie , in quell'estate da tregenda del 1860. Solo, ma non del tutto. Aveva accanto la moglie, Maria Sofia di Baviera, sorella della leggendaria Principessa Sissi. Il 5 settembre il Re incaricò il Primo Ministro di scrivere l'annuncio della partenza per Gaeta, poi andò in girò per Napoli con la Regina, su una carrozza scoperta, con al seguito un paio di gentiluomini. La solita passeggiata quotidiana, come se l'avanzata di quel Generale col poncho   - che Re Francesco chiamava familiarmente " il nostro Don Peppino " - non a...

A ROMA, A ROMA!

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CACCIATORI DEL TEVERE 9 settembre 1860 - 13 agosto 1863 La Seconda Guerra di Indipendenza  inizia il 27 aprile 1859. Lo stesso giorno Leopoldo II di Asburgo-Loren abbandona il Granducato di Toscana , sotto la pressione di un moto popolare poi risoltosi in una " rivoluzione finita a desinare " (col sarcasmo del contemporaneo Vincenzo Salvagnoli). Un Governo Provvisorio prende il comando del territorio e ne propone la dittatura al Re di Sardegna  Vittorio Emanuele II . Il Re sposa una linea di prudenza: accorda solo il suo protettorato e invia Carlo Bon Compagni a Firenze, col semplice ruolo di Commissario di Governo, senza menomare la sovranità toscana. Bon Compagni entra in carica l'11 maggio 1859, per poi lasciare il posto al Barone Bettino Ricasoli, a inizio agosto. Un'Assemblea popolare prende vita il 7 agosto, dichiara decaduta la dinastia dei Lorena e ripropone l'adesione della Toscana al Regno di Sardegna. Il plebiscito dell'11 marzo 186...