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COLLEZIONE "AL DI QUA DEL FARO" - Don Libò, guardat'u cuollo

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COLLEZIONE "AL DI QUA DEL FARO" "Pensai prevenire le triste opere dei camorristi, offrendo ai più influenti loro capi un mezzo di riabilitarsi; e così parsemi toglierli al partito del disordine, o almeno paralizzarne le tristi tendenze, in quel momento in cui mancavami ogni forza, non che a reprimerle, a contenerle" (Don Liborio Romano)     Giugno 1860. Il Regno delle Due Sicilie è nel mezzo di un conflitto irreale: non è invaso da eserciti stranieri, non ha rotto le relazioni diplomatiche né con le Potenze europee né con gli altri Stati italiani, e le navi da guerra nella baia di Napoli - con bandiera francese, inglese, austriaca e spagnola - sono tutte amiche. Ma i napoletani hanno intuito che Londra, Parigi e Torino hanno fatto irruzione nel loro mondo, che il Regno sta crollando sotto la pressione di una somma di eventi maturati altrove . Gli uomini di Cavour e gli unitari napoletani tramano alla luce del sole, e l' Ammiraglio Persano può addir...

COLLEZIONE "AL DI QUA DEL FARO" - Costituzione borbonica

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COLLEZIONE "AL DI QUA DEL FARO"  "Ci tradisca la sorte, ma noi non ci tradiremo mai" ( Re Ferdinando II di Borbone ) " L'apertura del Parlamento nazionale essendo l'atto più solenne della vita politica di un popolo, non c'è da meravigliarsi se nel suo avvicinarsi, tutte le passioni si esaltano e si agitano, e se i nemici della libertà, d'accordo con i nemici dell'ordine, spargano voci sconfortanti e perturbatrici, ed alterando la pace interna rendano un involontario servizio ai nemici d'Italia ". Le parole di Re Ferdinando - il 13 maggio 1848 - prospettavano delle possibili tensioni, lasciavano persino presagire l'eventualità di tumulti, ma di sicuro non contemplavano nulla di commensurabile a ciò che poi accadde.     Quando la Sicilia innesca la scintilla del Quarantotto , e la parola "Costituzione" diventa il lemma della rivolta ,  Re Ferdinando è il primo a concederla, in una raffinata giocata d'anticipo....

COLLEZIONE "AL DI QUA DEL FARO" - Ha da passà 'a nuttata

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COLLEZIONE "AL DI QUA DEL FARO" La baia di Giardini (Naxos). Il 4 aprile 1860 scoppia a Palermo la Rivolta della Gancia . Garibaldi è a Genova, nel mezzo dei preparativi della "Spedizione" in Sicilia, sollecitata da Francesco Crispi, già organizzatore della rivoluzione siciliana del 1848 . Dopo due settimane un telegramma cifrato annuncia la sconfitta dei rivoltosi palermitani. Il Generale annulla l'impresa, e il 29 aprile comunica alla figlia di voler tornare a Caprera. Crispi non demorde e lo persuade di un'errata decodifica del telegramma: l'Isola è ancora in ebollizione, l'insurrezione continua. " Voi solo mi incoraggiate ad andare in Sicilia " - dirà Garibaldi a Crispi il 2 maggio - " mentre tutti gli altri me ne dissuadono ". Tre giorni dopo i "Mille" salpano da Quarto.   La "Spedizione" non è solo temeraria, è geniale. Garibaldi -  un mito mondiale - sbarca nella polveriera siciliana l'11 maggi...