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BELLEZZA E CONOSCENZA - Epilogo: la bellezza come metodo

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  La posizione metodologica di Dyson - collocata dal Professor Barone a esergo della sua prefazione al volume "La bellezza come metodo", di Paul Dirac - suggerisce una larga sovrapposizione tra verità e bellezza, in forza della condivisione - tra le intelligenze evolute - del " criterio di bellezza per trovare la verità ".   E c'è pure chi si è spinto oltre, affermando il primato della bellezza sulla verità. " Nelle mie ricerche mi sforzai sempre di unire il vero al bello " - sosteneva il matematico e fisico Hermann Weyl, a quanto riferisce Dyson su una loro conversazione - " ma quando dovetti scegliere fra l'uno e l'altro, di solito scelsi il bello ".   D'altra parte, le nostre "Quattro Lezioni di Matematica"  raccontano di successi straordinari conseguiti grazie a figure dalla spiccata sensibilità estetica: ciò che la loro immaginazione coglieva come bellezza doveva avere un valore di verità, e trovare una manifesta...

BELLEZZA E CONOSCENZA - La più bella formula della matematica

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Per Carl Friedrich Gauss - il princeps mathematicorum  - non si sarebbe mai diventati dei matematici di prima grandezza se non si fosse capita al volo quella formula che più d'un secolo dopo Richard Feynman annotò nel suo quaderno di liceale come " la più straordinaria di tutta la matematica ", e che sarebbe stata eletta " la più bella di tutti i tempi " dalla rivista "The mathematical intelligencer", nel 1988.     Una formula è bella - secondo i canoni della comunità matematica - se è informativa, compatta, imprevedibile e necessaria; se comunica un messaggio articolato, significativo e inatteso, con economia di simboli e segni, così ben incastrati da trasmettere una sensazione di inevitabilità; se alterna armoniosamente semplicità formale e profondità concettuale, sorpresa e fatalità, tensione e calma.   Ritorna, amplificato, il gioco di contrasti già visto nella bellezza di un teorema - in quel caso riferito alla contrapposizione tra la semplicità...