LA (IN)SOSTENIBILE ARITMETICA DELLE ASTE FILATELICHE
Siamo sommersi da aste filateliche, alla lettera. In qualsiasi periodo dell'anno vogliate visitare i portali Philasearch o Bidinside - inverno, primavera, estate o autunno, ferragosto o capodanno, Natale o Pasqua - troverete sempre un calendario con almeno quindici appuntamenti di vendite all'incanto, una sequenza serrata, senza distinzioni tra giorni feriali e festivi, che non lascia respiro. Quando però si consultano i realizzi, per misurare l'effettivo volume d'affari, si scopre che la più parte delle aste vanno deserte - al netto di eccezioni ben identificabili: Bolaffi in Italia, Corinphila all'estero - e l'invenduto è la normalità. Come si conciliano delle percentuali di esitato ridicole (che stentano a raggiungere la doppia cifra) con la cadenza meccanica di nuove offerte (al punto che talvolta una stessa casa d'asta ne rende disponibile una ancor prima di aver realizzato la più immediata)? Praticamente un'asta filatelica al giorno, ...